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11月10日 Il Lutefisk, il baccalà vichingo meglio di una balenaAvevo cominciato il freddo pomeriggio norvegese con una promessa a me stesso che avrei provato, stasera, una bistecca di balena. Quale occasione migliore per penetrare la cultura locale.
Poi, un prevedibile "rimorso preventivo" mi ha riportato a più urbani desideri culinari e sono comunque andato ad Aker Brygge per una passeggiata e seguente cena. E così mi sono messo alla ricerca di un posto che servisse il piatto stagionale più tipico della Norvegia: il lutefisk.
Confesso che non avevo un'idea precisa di cosa aspettarmi, se non fosse per il fatto che sapevo trattarsi, genericamente, di baccalà.
Attirato da un cartello con una scritta equivalente a "Donne! E' arrivato il Lutefisk!" sono entrato in una bella taverna sul molo del porto dall'atmosfera d'altri tempi. La cameriera mi ha guardato divertita quando ho ordinato quel piatto come a dire "Se sicuro? Il lutefisk?"...
Quando è arrivato il piatto, non riuscendo a capire bene cosa fosse quel mattone bianco gelatinoso mi sono fatto spiegare la ricetta ed ho imparato quanto segue (tratto, per comodità, da Wikepedia):
Il lutefisk è il più tipico piatto preparato in Norvegia, Svezia e alcune regioni degli Stati Uniti a partire dallo stoccafisso. Il nome deriva da lut che significa soda caustica e fisk ovvero pesce. La preparazione prevede una lavorazione di 14 giorni prima della cottura: inizialmente il pesce è lasciato in acqua per sei giorni, in seguito viene posto in una soluzione di idrossido di sodio per due giorni. Tale trattamento determina una denaturazione delle proteine, il cui contenuto diminuisce del 50%, e fa si che il prodotto assuma una consistenza gelatinosa. A questo punto è velenoso e per poter essere consumato deve subire un secondo ammollo di 6 giorni, durante i quali l'acqua viene cambiata frequentemente per allontanare la soda caustica. A questo punto il lutefisk può essere cucinato e servito. Tradizionalmente la preparazione inizia nel mese di novembre e si serve nel periodo delle festività natalizie.
Certo, è un po' inquietante pensare che si sta mangiando qualcosa - in un certo senso - impregnato di soda caustica ma se sto scrivendo ora è perchè evidentemente sono ancora vivo.
Può un piatto evocare viaggi e civiltà lontane? Sì, lo può.
Le origini del lutefisk non sono chiarissime ma c'è chi dice che risalga addirittura ai vichinghi. E perchè questa preparazione? Una storia vuole che un pezzo di stoccafisso cadde in una bacinella saponata e che la povertà di quella famiglia costrinse a mangiarlo lo stesso dopo averlo sciacquato abbondantemente.
Mi piace immaginare una famiglia di vichinghi, nelle lunghe notti scandinave, che addentano questa massa gelatinosa con abbondanti dosi di purè di piselli e pancetta (la ricetta è praticamente immutata da allora).
La seguente, necessaria, passeggiata lungo il molo con vista sul fiordo di Oslo ha fissato l'immagine cristallizata nel tempo. Era come avere davanti un falò sulla banchina, ad indicare la rotta alle navi vichinghe.
A proposito, arriva anche tramite il blog l'odore di stoccafisso?
;-)
Antonio
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