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August 04 Il fotografo: scrittore o lettore?Un paio di giorni fa ho avuto la fortuna e il privilegio di cenare ad Alberobello con il grande fotogiornalista Ferdinando Scianna.
Ho avuto modo di scoprire una persona di una cultura vastissima ed estremamente piacevole e poliedrica.
Ad un certo punto la chiaccherata ha preso una svolta molto interessante quando, analizzando l'etimologia della parola "fotografia", ci si è interrogati se, in realtà, questa significhi "scrivere (o descrivere) la luce" o "scrivere (o descrivere) CON la luce".
L'opzione è di non poco conto e le ricadute altrettanto. Nel primo caso, infatti, secondo Scianna, si è LETTORE, nell'altro si divente SCRITTORE.
Io credo che un fotogiornalista sia fondamentalmente un lettore di un evento e quindi "legga" la luce che ha davanti a se'. E questo lo può far prescindere da considerazioni tecniche.
Credo anche che la fotografia non possa che essere questo se vuole evitare di sconfinare nel terreno delle altre arti che, forse, riescono a "scrivere" meglio. La pittura, la letteratura, la poesia, etc. Certo, ci sono esempi sublimi di scrittura con la luce, di fotografia poetica ed artistica. Ma, personalmente, ritengo che l'arte (se così si può in effetti chiamare) della fotografia sia proprio nel congelare, miracolosamente, un attimo fuggente. Un fatto, un atto, un episodio, un'espressione, un momento irripetibile.
Allora? Siamo lettori o scrittori?
Antonio Comments (4)
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