Antonio's profileIl Circolo dei Viaggiato...PhotosBlogLists Tools Help

Blog


    August 04

    Il fotografo: scrittore o lettore?

    Un paio di giorni fa ho avuto la fortuna e il privilegio di cenare ad Alberobello con il grande fotogiornalista Ferdinando Scianna.
     
    Ho avuto modo di scoprire una persona di una cultura vastissima ed estremamente piacevole e poliedrica.
     
    Ad un certo punto la chiaccherata ha preso una svolta molto interessante quando, analizzando l'etimologia della parola "fotografia", ci si è interrogati se, in realtà, questa significhi "scrivere (o descrivere) la luce" o "scrivere (o descrivere) CON la luce".
     
    L'opzione è di non poco conto e le ricadute altrettanto. Nel primo caso, infatti, secondo Scianna, si è LETTORE, nell'altro si divente SCRITTORE.
     
    Io credo che un fotogiornalista sia fondamentalmente un lettore di un evento e quindi "legga" la luce che ha davanti a se'. E questo lo può far prescindere da considerazioni tecniche.

    Credo anche che la fotografia non possa che essere questo se vuole evitare di sconfinare nel terreno delle altre arti che, forse, riescono a "scrivere" meglio. La pittura, la letteratura, la poesia, etc.
     
    Certo, ci sono esempi sublimi di scrittura con la luce, di fotografia poetica ed artistica. Ma, personalmente, ritengo che l'arte (se così si può in effetti chiamare) della fotografia sia proprio nel congelare, miracolosamente, un attimo fuggente.  Un fatto, un atto, un episodio, un'espressione, un momento irripetibile.
     
    Allora? Siamo lettori o scrittori?
    Antonio

    Comments (4)

    Please wait...
    Sorry, the comment you entered is too long. Please shorten it.
    You didn't enter anything. Please try again.
    Sorry, we can't add your comment right now. Please try again later.
    To add a comment, you need permission from your parent. Ask for permission
    Your parent has turned off comments.
    Sorry, we can't delete your comment right now. Please try again later.
    You've exceeded the maximum number of comments that can be left in one day. Please try again in 24 hours.
    Your account has had the ability to leave comments disabled because our systems indicate that you may be spamming other users. If you believe that your account has been disabled in error please contact Windows Live support.
    Complete the security check below to finish leaving your comment.
    The characters you type in the security check must match the characters in the picture or audio.

    To add a comment, sign in with your Windows Live ID (if you use Hotmail, Messenger, or Xbox LIVE, you have a Windows Live ID). Sign in


    Don't have a Windows Live ID? Sign up

    Antoniowrote:
    L'incontro con Scianna mi ha indotto ad approfondirne l'opera e leggere alcune sue recenti interviste. Proprio a proposito di questo tema de riporto qui un passaggio che, secondo me, calza a pennello:
     
    "(...) Tuttavia quest’esperienza mi ha confermato nell’idea che, in realtà, la foto che scatti - anche quando hai preparato una situazione - è sempre quella che tu vedi.
    Non si tratta, però, di un "momento decisivo" della cosa (la frase di Cartier-Bresson ha generato molti equivoci), se no ci sarebbe una sola foto possibile, ma è quello in cui il fotografo "decide" di scattare la foto. E’ il fatto che tu fotografi con quella luce, piuttosto che un’altra.
    Don McCullin diceva, a proposito di sue foto fatte nel momento di un terribile massacro: "Non è colpa mia se quel giorno c’era la luce di Goya". Il problema è che dovunque lui andasse c’era questa luce di Goya. I suoi occhi la trovavano. In questo sta la personalità, il cosiddetto stile di un fotografo."
    Aug. 5
    Antoniowrote:
    Avete entrambi ragione. E' talmente soggettivo...
     
    Probabilmente il fotografo esprime la sua sensibilità nel riuscire a "leggere" un istante particolare, una particolare luce, quella luce, più di altri. Un po' come un gatto che è particolarmente sensibile alla luce e riesce a vedere meglio di altri al buio.
    E la creatività sta lì: nel riconoscere il valore (ma è soggettivo?) di QUEL momento.
     
    Il fotografo di studio, invece, sì che scrive con la luce. Posiziona i riflettori, le sorgenti di luce, il soggetto etc a suo piacimento, perseguendo una sua estetica. Ma il fotoreporter no. Legge e, al massimo, crea con quello che ha a disposizione.
    Aug. 5
    Federicowrote:
    Beh, dopo l'intervento della Gatta c'è poco da aggiungere... Anche io penso, senza esitazione, che il fotografo scrive CON la luce... E' lì la creazione... E francamente mi meraviglio che tu ne dubiti. Anche quando dici che "l'arte della fotografia sia proprio nel congelare, miracolosamente, un attimo fuggente", credo che non stai parlando di lettura, ma di scrittura. Il congelare, il riconoscere quell'attimo fra tanti sia proprio un gesto assolutamente e unicamente creativo. Il soggetto è solo uno strumento per rappresentare l'idea.
    Aug. 4
    La Gattawrote:
    sull'argomento ho volumi e volumi di idee, ma mi astengo dal riversarle qui, anche perchè mi si può facilmente mettere a tacere data la mia avversione (reciproca) per il mezzo fotografico...
     
    dico solo che ciò che arte vuol essere non può essere oggettivo, quindi anche una fotografia, se vuole essere arte, deve per forza contenere il punto di vista dell'autore.
    al di là del tecnicismo.
    il fotografo vede qualche cosa e la interpreta, non la riproduce fedelmente. certo, un prato è un prato, ma la scelta di rappresentarlo in un'ora piuttosto che in un'altra, la scelta dell'esposizone eccetera sono tutte interpretazioni del prato.
    sono tutte scritture, racconti di quel prato...
    e lo stesso un viso.
    due persone possono fare dello stesso viso due ritratti diversissimi, perchè quel viso è mediato dalle emozioni individuali (che ne so, mi ricorda un'antico amore e gli dò un'aria angelica...mi ricorda quela che mi ha messo le corna e le attribuisco un'spressione demoniaca...tanto per fare un esempio banale, non me ne frega niente e se gli passa una mosca davanti al naso...gliela lascio..se fa una smorfia, me ne frego e guardo la composizione)
     
    insomma, se il fotografo vuole fare l'artista è per forza uno scrittore, un narratore...
    e lo stesso il fotogiornalista, che di fronte a un avvenimento ha mille possibili elementi da raccontare, ma sceglie i suoi....
     
    io dico spesso che il valore di una fotografia è molte volte più quello che sta fuori dal rettangolo che non quello che vi è racchiuso.
    e la storia, molto spesso, è proprio quello che sta intorno...
     
     
     
    per la lettura della luce beh, ci sono le macchinette delle fototessere...anche se vorrei che qualche votla ci metetssero un po' più di anima anche loro...
     
    :-P
    Aug. 4

    Trackbacks

    The trackback URL for this entry is:
    http://amendolone.spaces.live.com/blog/cns!6C540411A16A74FB!3969.trak
    Weblogs that reference this entry
    • None