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Sì, si può viaggiare intorno a un piatto...

Antonio Amendola

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Il Circolo dei Viaggiatori

Come altri viaggiatori ho visto piu' di quanto ricordo e ricordo piu' di quanto ho visto...
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October 01

IL CIRCOLO DEI VIAGGIATORI PARTE

NON SENZA UN PO' DI COMMOZIONE, COMUNICO CHE QUESTO BLOG PARTE. VERSO ALTRI LIDI DEL CYBERSPAZIO.
 
DOPO ANNI DI CHIACCHERE BELLISSIME, DOPO AVERNE VISTE TANTE ED ESSERCENE DETTE ANCORA DI PIU', HO VOGLIA DI PROVARE A RILANCIARLO SU WORDPRESS.
 
MI/LO TROVATE A QUESTO INDIRIZZO:
 
 
E' UNA SCELTA DETTATA ANCHE DA MOTIVAZIONI TECNICHE, VISTO CHE WORDPRESS "PIACE" DI PIU' AL MIO MAC ED E' PIU' FACILE DA GESTIRE IN MOVIMENTO. E VISTO CHE QUESTO E' UN BLOG ON THE ROAD....BEH...PERCHE' NON PROVARCI.
 
SONO STATO MOLTO COMBATTUTO, LO AMMETTO. TEMEVO, E TEMO, DI PERDERE MOLTI DEGLI AMICI CHE MI VISITANO REGOLARMENTE E CON I QUALI HO CREATO UNA BELLISSIMA COMUNITA'. MA SPERO MI SEGUIRETE TUTTI LI'.
 
CI CONTO.
 
NEL FRATTEMPO, VI LASCIO UNA CANZONE DI IRENE GRANDI ED UNA FRASE DI LAO TZU. APPARENTEMENTE IN CONTRADDIZIONE TRA LORO.
 
"Prima di partire per un lungo viaggio devi portare con te la voglia di non tornare più" (Irene Grandi, prima di partire per un lungo viaggio)
 
^Essere grandi significa "partire" Partire significa "andare lontano" Andare lontano significa "ritornare"^ (Lao Tzu).
 
 
QUINDI SI PARTE. MA CHISSA'....
 
ANTONIO

September 28

Oggi a Varsavia: blooger, salsicce ed un incontro buffo

Sono a Varsavia. Giusto dopo la pausa rinfrescante del raduono di blogger alla Società Geografica Italiana il terreno ha ricominciato a muoversi sotto i miei piedi.

Ed eccomi qui, nel cuore di un vecchio impero. Tante storie sono passate da queste parti: musicisti, papi, dittatori, movimenti rivoluzionari, pensatori, viaggiatori, reporter.

Sono qui per lavoro ma, come sempre, ne ho approfittato per qualche ora prima di tuffarmi nella routine professionale. Quindi, gambe in spalla e macchine fotografiche al collo.

Non mi aspettavo di incontrare, pero', una persona cosi' singolare. D. è una giovane accademica che si occupa di studiare la comunicazione interculturale, con particolare riferimento ai Balcani. E' appena rientrata (ieri da Pristina) ed e' terrorizzata dal volo. Ma non per ragioni di sicurezza o di fobie particolari.
Semplicemente, soffre il volo. Le dispiace, vorrebbe farselo piacere ma proprio non ce la fa. E ha trovato un rimedio.
Il suo medico le ha prescritto una medicina che la fa letteralmente crollare addormentata appena mette piede a bordo.

Ha riempieto il suo passaporto cosi'. Dormendo durante il volo. Mi ha giurato che non ha mai mai e poi mai avvertito nulla durante i suoi viaggi. Fino a ieri... Per una strana serie di coincidenze della vita, era il suo ultimo volo con quel passaporto, ormai sovraccarico di visti. Lo cambiera' adesso per averne uno immacolato.

L'ultimo visto ha coinciso, guarda caso, con un "malfunzionamento" della sua pillola magica che l'ha fatta risvegliare prima dell'atterraggio. Ha detto di essere arrivata atterra letteralmente euforica, perchè per la PRIMA volta in vita sua ha aperto gli occhi durante un volo e si è resa conto di quanto bello potesse essere il paesaggio dall'alto.

Signori, vi giuro, ascoltarla era un piacere. Non ho mai visto un tale entuasiamo in una persona. Non sapeva cosa si fosse persa in tutti questi anni! ;-) Bellissimo.

Insomma, mi ha portato in giro per la città cercando di evitare i luoghi già conosciuti (ci sono stato anni fa) e le icone classiche.
Ho scoperto quindi che anche alle 4 del pomeriggio si può fare una merenda "tipica" a base di salsicce bianche, senape e abbondante vodka....

Ed ho anche scoperto che in una chiesa centrale, oggi, giorno che precede l'inizio dell'anno accademico, migliaia di studenti vegliano per ore ore, alternandosi, fino all'inizio delle lezioni.

Ho anche attraversato a piedi il nuovo ponte che attraversa la Vistola, ultramoderno, e che unisce le due anime di Varsavia. La tradizione - ed il turismo - su una sponda, e la città underground sull'altra.

Ho attraversato un vecchio, vecchissimo stadio cittadino, ormai in disuso ed abusivamente occupato dalla comunità vietnamita (40000 immigrati, un'enormità) che lo ha adibito a coloratissimo mercato quotidiano.

E mi sono ritrovato, infine, ad una manifestazione di...bloggers...in un centro culturale underground, che manifestano contro le intenzioni del governo cittadino di demolire una vecchia stazione locale, buon esempio - però - di architettura degli anni 50.
Le motivazioni appaiono sostanzialmente, da parte governativa, di sicurezza e decoro urbano. Sospetto, comunque, che vi sia una componente sociale che mira a cancellare letteralmente ogni vestigia del passato regime sovietico.

I difensori, invece, ne difendono il valore architettonico ed il ruolo sociale per il quartire, in quanto aggregatore di genti delle cittadine limitrofe. E lo fanno con concerti, mostre fotografiche, dibattiti, petizioni online.

La barriera linguistica mi ha impedito di godermi appieno il dibattito ("appieno" è un eufemismo) e sono quindi tornato in hotel.
Ma sento che l'effetto della vodka e salsicce bianche sta svanendo e si avvicina il momento di rinnovare il rito :-)

Riesco.

Saluti a tutti,
Antonio
September 27

In viaggio con i blog

E' in corso la giornata del Festival della letteratura di viaggio dedicata ai blog e coordinata dalla Donna con la valigia per eccellenza, Marina Misiti.
Seguiranno commenti e descrizioni.

Per il momento, valga la suggestione di aver fatto, ancora una volta rete. O goal. Fate voi :-)

La rete aiuta a viaggiare. E viaggiare aiuta a fare rete.

Ho conosciuto grandi blogger e grandi viaggiatori.

Sono fortunato.
A




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September 23

Pakistan, attentati, viaggi di affari ed un amico che ritorna intatto

Con sollievo di tutti, registro il rientro di Federico da Islamabad.

Ha incrociato i brutti eventi di questi giorni.

Segnalo il suo ultimo post. leggetelo. E' incredibile come riesca a prendere con ironia anche quello che ha passato.

Non solo è un grande viaggiatore ed un amico. Scrive anche benissimo.

Mi raccomando, non lo perdete di vista. Ne vedrete, e leggerete, delle belle.

Antonio

 

September 22

BROG...& roll

Ero tentatissimo di farlo prima, ma per una volta ho trattenuto il mio egocentrismo evitando di indulgere in facile autocompiacimento.
Ma ho resistito troppo. Cedo.

Questo blog è stato segnalato, su Repubblica.it, tra i blog di viaggio di riferimento. Gli altri sono eccellenti e di ben altro livello. Questo e' piccolo piccolo...ma ormai, forse, ha acquisito una sua personalità.


In questi anni abbiamo parlato di viaggi. O meglio, vi ho parlato dei miei viaggi. Forse ho arricchito un po' i racconti (sempre tutti veri, comunque). Forse ho riempito un po' troppo il blog di foto e informazioni inutili.

Forse ho scritto tanto. O forse ho scritto troppo poco.
Una cosa è certa. Ci siamo fatti compagnia a vicenda e di questo vi ringrazio.

E' nato, e' stato, e resta un BROG. Un blog-on-the-road. Appunti di viaggi (quando possibile) presi e diffusi in tempo reale. Spesso non digeriti, ne' ragionati. Buttati giu' direttamente sulla strada e condivisi con gli amici di questo spazio.

Molti sono passati di qui. Molti sono spariti. Ma molti sono anche restati.
E' per questo che adesso vi do appuntamento a Roma, il 27 settembre prossimo (sabato), a Villa Celimontana, nell'ambito del Festival della letteratura di viaggi.

Si discuterà di blog, di viaggi e di tutto quanto ruota attorno al web in movimento per il mondo. Secondo me, sarà una splendida occasione di conoscere altri blogger e di condividere quella che, ormai, per molti è diventata più di una semplice passione.

BROG&ROLL a tutti,

A
September 18

Future Traveller Tribes 2020: i viaggiatori del futuro

Interessante ma sono rimasto un po' perplesso.
 
 
E' uscito da poco uno studio dell'ennesima mega-globale società di consulenza sulla comprensione delle esigenze dei viaggiatori del futuro (sbilanciato, però, sul trasporto aereo) che analizza l'impatto dei più importanti trend, come la globalizzazione di business, politica, spostamenti e turismo.
 
Per farla breve, sono stati identificati quattro gruppi:

Senior dinamici: l’invecchiamento globale della popolazione porta a prevedere un generoso macro gruppo di viaggiatori anziani, sani e benestanti che, nella fascia di età tra i 50 e 75 anni, viaggeranno sulla spinta di esigenze culturali e del tempo libero a disposizione.

Pendolari cosmopoliti: ampia categoria che vive e lavora in località e paesi diversi. In questo caso i trasferimenti aerei sono numerosi e assolutamente necessari.

Clan globali: L’aumento esponenziale della migrazione globale suggerisce il crescere di quanti utilizzeranno con maggior frequenza il trasporto aereo per visitare i nuclei familiari d’origine.

Top manager: viaggiatori aziendali d'elite che facilmente prediligono trasferimenti in jet privato. Apparterranno sempre più ai mercati economici emergenti di BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) la cui crescita resterà significativa nei prossimi dieci anni.
Ok, rimandiamo a dopo i commenti sulle categorie (mi domando dove collocarmi....). Giusto un accenno al ruolo della tecnologia nel migliorare l'esperienza di viaggio.

L'umanizzazione della tecnologia, e qui siamo tutti d'accordo (come potrei non esserlo PROPRIO IO?) rafforzerà facilità d'uso e reattività e  coinvolgerà l'intero processo di viaggio: dalla prenotazione al ritorno. I potenziali sviluppi tecnologici  che supportano il concetto di umanizzazione - secondo questo studio -includono azioni a breve e lungo termine.

BREVE TERMINE: identificazione della scheda SIM, informazioni personalizzate sulla destinazione, aggiornamenti su dispositivi portatili e concierge digitali.
LUNGO TERMINE: memorie digitali, visione in 3D, RFID (Radio Frequency Identification) per utenti e bagagli, check-in robotizzati.

Gli scenari previsti interessano un spettro di possibilità ad ampio raggio e dal sapore quasi “fantascientifico”, ma non per questo meno realistico: viaggiatori in grado di familiarizzare con l'aeroporto di partenza grazie alla realtà virtuale, oppure tecnologie sensibili capaci di verificare e rispondere agli eventuali stati d’ansia degli utenti in imbarco.
 
Mamma mia, ragazzi, non è che - forse,dico forse - stiamo un po' esagerando?
 
So che detto da me è quasi un ossimoro ma...
 
:-)
 
Antonio
 
PS (aggiornamento) Non avevo letto lo studio e mi ero limitato al lancio di agenzia. Vi prego, apritelo e leggete la prima frase introduttiva. Ok, vi risparmio tempo, la riporto io:
"Nulla sembra poter estinguere il nostro desiderio di viaggiare. Distendersi su una spiaggia remota in compagnia di un buon libro, o poter discutere vis-à-vis con un cliente, vincono su guerre,pestilenze, indebitamento record e prezzo del petrolio alle stelle."
September 17

FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI VIAGGIO A ROMA: ci vediamo tutti lì

Una bella notizia.


Dal 25 al 28 settembre 2008, a Roma, la Società Geografica Italiana organizza un Festival della Letteratura di Viaggio.

Una splendida occasione per affondare il naso in un mondo che ai più evoca stanze impolverate con vecchie mappe (evocate dalla bella locandina), salotti in pelle nei quali si raccontano storie di luoghi lontani e valigie stracolme di reperti bizzarri.

Un mondo che però è fatto anche di bit in viaggio. Di blog e di diari di viaggio sincroni con il viaggio stesso, che usano tutti gli strumenti che la tecnologia moderna mette a disposizione.

Ecco, la grande novità di questa iniziativa è forse il mettere a confronto tutti gli aspetti di un viaggio moderno. La letteratura, la fotografia, la musica, il fascino, la tecnologia.

A questo proposito, segnalo la sessione di sabato 27 presso i Giardini di Villa Celimontana, Largo della Società Geografica Italiana: “La rete come diario di viaggio”, coordinata da Marina Misiti, la quale - insieme all'organizzatore, Antonio Politano, ha avuto la gentilezza di invitarmi.

Riporto di seguito il testo del comunicato stampa. Ci vediamo tutti lì, mi raccomando. Ci sarà anche la Gatta ed il suo blog!

TUTTI invitati.

Antonio

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La rete come diario di viaggio


Coordina Marina Misiti

Sabato 27 settembre, ore 11.00

Giardini di Villa Celimontana, Largo della Società Geografica Italiana


Il fascino di appunti di viaggio, taccuini e diari resta intatto, ma con il web oggi ci si racconta attraverso blog o portali come Turisti per caso, ci si aggrega nelle community dedicate al viaggio come quella di Donneconlavaligia. Il proprio carnet de voyage rimbalza così su scala globale e offre diversi livelli di lettura: la rete si fa luogo per condividere percorsi e storie, per incrociare destinazioni e mappe, per scambiarsi immagini e racconti dal mondo.

L'incontro a Villa Celimontana, preceduto anche da un tam tam sul web, si propone di riunire e dar voce a tutte quelle persone che in comune hanno passioni come il viaggio e che finora si sono ritrovate solo nelle piazzette virtuali della blogosfera e dei vari social network specializzati.

Coordina l'appuntamento Marina Misiti, ideatrice del blog-magazine www.donneconlavaligia.it, dove la valigia è metafora di bagaglio culturale, di storie, luoghi e reportage; l'ottica è trasversale e al femminile; la community è composta da viaggiatrici e bloggers che scrivono dalle varie città del mondo.

Insieme all'autrice, alcune di queste bloggers racconteranno una parte di mondo vista attraverso le nuove modalità del web, delineando geografia, strumenti e  tendenze dei prossimi anni, rispetto al viaggio e alle sue molteplici narrazioni. La giornata proseguirà in modo informale per accogliere e favorire lo scambio e l'incontro tra utenti della rete e non, oltre agli iscritti del network "DCV" di cui questo è il primo appuntamento off line.


Marina Misiti, antropologa di formazione, giornalista di professione, ha pubblicato sui maggiori periodici italiani fotoreportage da zone di crisi (Kosovo, Bosnia e Medio Oriente), da Paesi in emergenza ambientale e umanitaria (India e favelas brasiliane) e articoli e foto di viaggio su Marocco, Turchia, Cuba, Messico, Russia, Giappone, Brasile, Argentina, Vietnam, Cambogia, Australia, Stati Uniti, ecc.
Nel 2008 ha ideato e lanciato in rete il blog-magazine Donneconlavaligia e il network delle viaggiatrici. Oggi è consulente di comunicazione specializzata nel web 2.0.

September 12

i viaggi al tempo dei blog?

Rifletto sul solito tema a me caro. Viaggi e blog. Per la precisone mi chiedo se sia cambiato qualcosa dai log al tempo dei "grandi viaggi" fino ai viaggi nel tempo dei blog.
 
Immagino Pigafetta che osservava Magellano e ne scriveva le esplorazioni.
E penso a chi, come il sottoscritto insieme a migliaia di altri (ben migliori), traccia le sue impressioni di viaggi su queste pagine.
 
Cosa è cambiato?
 
I vecchi cronisti di viaggi avvertivano il momento storico. Sapevano, ne sono certo, di essere testimoni DEL viaggio. Assistevano alla Storia e ne raccontavano i dettagli per poterli divulgare a tutti. Era al contempo una celebrazione personale del personaggio ed una vera e propria opera letteraria.
 
Oggi abbiamo visto ogni angolo remoto della Terra grazie ad Internet. Sono pochi i luoghi senza un sito web ed una webcam (magari puntata su un' "autentica" tribù dell'Amazzonia).
 
Eppure perchè si scrive ancora di viaggi? E, soprattutto, perchè si legge ancora di viaggi pur subendo un'inondazione di stimoli ed informazioni da tutte le parti?
Perchè piace l'interattività data da un blog di viaggi, nel quale si può commentare - più o meno in diretta - il vaggio con lo stesso viaggiatore?
 
E ancora. E' meglio scrivere DURANTE il viaggio? O DOPO?
 
Domande banali forse. Ma sto cercando di capire come proseguire l'avventura di questo blog. Quale direzione prendere.
 
A
September 08

INTERNET GEOGRAPHIC

(PUBBLICITA') Sto cambiando look (poco) e filosofia (un po' di più) del sito della Internet Geographic www.internetgeographic.it Daro' spazio a fotografi amatoriali incontrati su Flickr e altrove. Fatevi sotto anche voi. E intanto...dategli un'occhiata, se avete tempo, per commenti, critiche e pomodori vari :-) ma siate clementi..... Antonio
September 03

Viaggiare è ritornare?

Negli ultimi anni ho sempre trascorso le vacanze estive in viaggio.
Il raggio si è via via esteso ed ho toccato quasi tutti gli angoli della terra (Oceania esclusa). Ultimamente poi, in pochi mesi, ho calcato il suolo patagone (quanto mi piace il suono di "patagone", immagino Magellano quando lo coniò. Sicuramente se ne sarà compiaciuto) e quello malgascio (idem, è chiaro).
 
In un certo senso, non mi domandavo più SE viaggiare ma DOVE andare. Immagino voglia dire che l'essenza del viaggio, la curiosità di scoprire nuovi posti, sia ormai penetrata nel sangue. Ebbene, quest'anno, come ormai sapete, ho seguito la bussola interiore che, sempre più forte negli ultimi tempi, puntava a sud. E mi sono detto che è proprio vero che il "ritorno" è parte integrante del viaggio.
Sono ritornato al Sud, ricominciandolo ad esplorarlo.
 
Questa volta mi sono riappropriato della polvere estiva di una terra arsa dal sole ed asciutta dai lunghi mesi di siccità, dell'inconfondibile profumo degli alberi di fico, del colore dei trulli e delle loro antiche "chianche". Di una cultura della pietra che di immobile ha solo i coni dei trulli (e neanche quelli, dato che spesso le palle spariscono...).
 
Tutto questo per dire che non occorre attraversare l'oceano per viaggiare. Chi lo fa da anni come me sa quanto sia facile farsi prendere dallo "snobismo del viaggiatore".
Non nascondo però che sento la strada ricominciare a muoversi sotto i miei piedi...come un gigantesco tapis roulant.
 
E' inutile, non riesco a stare  fermo. Sto già pensando a prossime mete (predico bene e razzolo male, vero) ma da ora avrò un nuovo punto al centro della mia rosa dei venti: a forma di cono.
 
:-)
 
Antonio
August 14

a mezzanotte nasce il cTrullo

Pulizie fatte
Un paio di mobili, faticosamente, montati
Prime occhiate di approvazione del contadino vicino
Manca ancora parecchia roba interna ma...
a mezzanotte nasce il cTrullo!
In concomitanza con il mio compleanno. Coincidenza piacevole e, credetemi, non voluta.
E' andata cosi'.

A

August 09

La saga del cTrullo #1 (viaggio in Valle d'Itria)

Eccomi in Puglia. Il cTrullo è quasi pronto. La gatta non è ancora arrivata in Valle d'Itria. Vi parlerò un’altra volta di come il colore scelto per alcuni dettagli, un bel blu-cielo-di-puglia, stia dando “scandalo” al sole... Come pure, parlerò altrove dei vicini. Per ora annoto qui come, soprattutto ieri sera, tornando qui in Puglia da Roma, abbia sentito, stranamente per la prima volta da tempo, il progressivo avvicinamento alla mia terra. Una miscela di sensazioni fatta di odori (i pini, la terra, il polveroso odore della pietra), suoni (la musica in lontananza, che proviene da altri trulli dove, apparentemente, si sta festeggiando un compleanno), colori. Ecco, forse sono i colori che in Puglia connotano il viaggio. E soprattutto in Valle d’Itria. Un’esplosione accecante del bianco delle pareti dei trulli (e dei coni intonacati di quelli più malandati), del rassicurante grigio dei muretti in pietra e delle chianche dei coni dei trulli, del marrone intenso della ricca terra, del verde scuro degli ulivi. Ed il blu. Come il cancello le porte del nuovo trullo... Antonio
August 08

8/8/08 da oggi le cose cambiano

Le Olimpiadi 2008 sono appena iniziate.
Sto ammirando la cerimonia di inaugurazione, cominciata da pochi minuti. 2008 percussionisti stanno recitando in musica la frase di Confucio: "Amici che venite da lontano, siamo felici di vedervi".

Della Cina si può dire tutto il bene e il male possibile. Probabilmente se la dovessi rappresentare graficamente sceglierei il simbolo dello ying e yang, che racchiude in se' il bene ed il male.

Ma e' innegabile, solo vedendo la sfarzosita' e il rigore di questo spettacolo, che da oggi il mondo dovra' fare i conti con la vera nuova, unica, superpotenza mondiale.

Che i giochi abbiano inizio. Che vinca il migliore.

Antonio

PS nel frattempo....a tanti tanti chilometri di distanza da Pechino....un trullo in pietra aspetta i suoi nuovi padroni...
August 04

Il fotografo: scrittore o lettore?

Un paio di giorni fa ho avuto la fortuna e il privilegio di cenare ad Alberobello con il grande fotogiornalista Ferdinando Scianna.
 
Ho avuto modo di scoprire una persona di una cultura vastissima ed estremamente piacevole e poliedrica.
 
Ad un certo punto la chiaccherata ha preso una svolta molto interessante quando, analizzando l'etimologia della parola "fotografia", ci si è interrogati se, in realtà, questa significhi "scrivere (o descrivere) la luce" o "scrivere (o descrivere) CON la luce".
 
L'opzione è di non poco conto e le ricadute altrettanto. Nel primo caso, infatti, secondo Scianna, si è LETTORE, nell'altro si divente SCRITTORE.
 
Io credo che un fotogiornalista sia fondamentalmente un lettore di un evento e quindi "legga" la luce che ha davanti a se'. E questo lo può far prescindere da considerazioni tecniche.

Credo anche che la fotografia non possa che essere questo se vuole evitare di sconfinare nel terreno delle altre arti che, forse, riescono a "scrivere" meglio. La pittura, la letteratura, la poesia, etc.
 
Certo, ci sono esempi sublimi di scrittura con la luce, di fotografia poetica ed artistica. Ma, personalmente, ritengo che l'arte (se così si può in effetti chiamare) della fotografia sia proprio nel congelare, miracolosamente, un attimo fuggente.  Un fatto, un atto, un episodio, un'espressione, un momento irripetibile.
 
Allora? Siamo lettori o scrittori?
Antonio
July 29

cTRULLO

Habemus Citrullum
 
 
Tutti a dire che bisogna investire nel mattone.... ed io investito nella chianca. Ovvero nelle singole pietre che compongono il nostro fantastico cTrullo!
E' fatta, le carte sono firmate, i lavori (pochi) già in corso, i preparativi fervono.
 
Insomma, il cTrullo è vivo e vegeto e non vede l'ora di raccontarvi di lui e della sua storia.
Certo, prima dovremo scoprirla. Ma anche questo è il bello...
 
Antonio
July 23

Rome sweet home

tornato da Vienna. Città bellissima ma non è tra le mie preferite.
Ad ogni modo, riporto una scenetta vissuta in prima persona questa mattina andando in ufficio
 
-Bar in centro
-ora: circa le 8:30
bevo il caffè. Affianco a me un uomo e una donna, visibilmente già stanchi.
Lui mormora qualcosa
Lei "ssssh, che cce sente Brunetta"
Lui "embè? vuoi mette?"
Lei "ce vole sempre in ufficio? E noi ce stamo....che mme frega?"
Lui "tutte quelle bbbelle pratiche sulla scrivania...che tte dicono 'apreme apreme..'
Lei "sì, te dicono 'so'morbida, apreme, sfojame'....
Lui "eeeeh....e che je dici a quelle pratiche?"
Lei "che je dico? Gniente...."
 
No comment :-)
per la cronaca, anch'io, formalmente, ricado nella categoria dei neo fannulloni italiani, fonte -pare- di tutti i mali d'Italia.
----------------------
 
Altra scenetta, anche questa - giuro - vera.
Napoli, bar.
Anche lì bevevo il caffè. Il barista si stava intrattenendo con una avventore e mi fa:
"Dottò, stamattina è venuta 'na prostituta.... e si lamentava"
"ah sì? e perchè?"
"Dottò, perchè c'è crisi. Anche per loro. Ha detto che ha dovuto abbassare i prezzi..."
"azz...periodo di saldi..."
"sì, dotto', c'è crisi per tutti..."
 
.-)
 
 
July 21

Dalla Murgia a Vienna. Passando da Roma

Operazione cTrullo quasi completata STOP
ieri circondato da pietre pugliesi STOP
oggi da pietre viennesi STOP
e pezzI Di SaCHER STOP
SEGUONO AGGIORNAMENTI SU FLICKR CI SONO ALCUNE PRIME FOTO http:// www.flickr.com/antonioamendola
July 12

Concerto di Pino Daniele a Roma ieri sera...

....ho fatto pace con Napoli. A
July 10

Once in Rome...

..do like the romans do.
 
Ovvero, le regole vanno bene solo a casa propria.
----------------------------------------------------------
 
Tutti bravi e pronti a dare addosso a noi italiani. Non rispettiamo le regole, attraversiamo lontani dalle striscie pedonali, non ci fermiamo al rosso, non indossiamo il casco, e via così.
 
Qui a Roma (ma immagino ovunque in Italia), i nostri amici turisti arrivano, impiegano un paio di giorni per ambientarsi e riprendersi dallo shock culturale del traffico e dell'espresso ristretto. Ma poi... poi si adeguano. Li vedi che tutti contenti attraversano la strada noncuranti del traffico. "Tanto gli italiani sono abituati".
 
Ecco, questa storia del tanto noi italiani siamo abituati mi innervosisce molto. E a dir la verità sono anche un po' stufo di essere prigioniero di un cliché, perchè di questo si tratta. Di un luogo comune.
 
Mi ricordo, anni fa, durante la mia "vita napoletana", ero in un taxi. Sapete come vanno queste cose. Per rompere il ghiaccio si parla del traffico, dei problemi della città, del Napoli, di San Maradona etc.
L'autista, evidentemente rilassato dal sapermi parte barese e parte nopeo (ok, scusate, non ho resistito) mi raccontò che si era poco prima trovato alla stazione di piazza Garibaldi. Un treno proveniente, genericamente, dal Nord aveva appena vomitato una comitiva di trasudati e spauriti turisti tedeschi (vatti a fidare adesso. Erano davvero tedeschi? chissà).
bene, dopo i primi minuti di ordine, pulizia ed educazione, questi signori/e hanno cominciato a fare un tale casino, ma un tale casino, da meritare una cittadinanza onoraria.
 
la conclusione del tassista fu geniale e non la scorderò mai. Chissà se vale anche per Roma...
 
"Vede Dottò...dopo avere quei guajoni...ho capito che non siamo noi napoletani ad essere sbagliati...è l'aria di Napoli che è malata"
 
:-)
 
I'm back,
A
July 08

Nero

Porca miseria. Ci sono periodi in cui persino a me vanno tutte storte. A
June 21

Rotolando verso Sud...

Abbiamo comprato un trullo. Comincio dalla fine.

In tutti i viaggi degli ultimi anni, nei quali ho toccato quasi tutti i punti estremi del pianeta (da Capo Nord al Capo di Buona Speranza alla Terra del Fuoco) ho notato un crescente movimento della mia bussola interiore verso Sud.
Normalmente la bussola segue il nord magnetico. E' una legge di natura.
La mia ha cominciato a segnare il Sud.

Sono pugliese, e' normale evidentemente.

Da altrettanto tempo, se non di piu', ad ogni mio "ritorno a casa" (vediamo chi coglie l'autocitazione istrionica), corrispondeva una voglia di possederne un pezzetto. Ed e' cosi' che sabato scorso, scesi per trovare i miei genitori (anch'essi altamente nomadici) siamo rientrati a Roma, non con il solito carico di frutta e verdura, ma con un....trullo. Anzi, con IL cTrullo (pronuncia: citrullo).

Visto che eravamo li', eravamo andati a vedere dei trulli in vendita nei pressi di quelli dei miei genitori. Carini, molto carini, per carita'. Alla vista della veranda, avevamo gia' programmato di chiuderne una parte qui, allungarla li', pota su, pianta giu'. Routine ;-)

Andati via, seguiamo il consiglio di un massaro vicino di casa, il quale si ricorda che forse una vecchia zia vende i suoi... Andiamo. Gia' in lontananza sento un richiamo. Come se quella fosse la volta buona.
Appena scesi dall'auto non vi e' stato alcun dubbio. Era lui.
La prima cosa che ho fatto, e non me ne sono sorpreso, e' stata scattare una fotografia del primo impatto in assoluto.... La vedete su, in galleria.

Stranissima sensazione quando un luogo ti dice, chiaro e tondo, che deve essere tuo.

Perche' il nome cTrullo? A dir la verita' non lo so. Sdrammatizza la pietra fredda forse, con una risata. :-)

Adesso comincia, anzi, tra qualche settimana, il rapporto col cTrullo dunque.

I coni riportano gli antichi simboli che ancora non e' stato possibile decifrare. La signora anziana, vecchia proprietaria, alla domanda sul significato risponde "non lo so...erano gia' li'.....".

Studiero', leggero', ricerchero', fotografero'.

E vi raccontero' di lui.

Antonio
June 12

PUBBLICITA' (le mie foto su Repubblica.it)

Un alito di vento favorevole ha soffiato sulla mia scrivania, scompaginando tutte le carte.
Evidentemente alcune foto son volate sino a Repubblica, che ha deciso di...pubblicarle e darne evidenza in homepage!!!!
 
Si tratta di un reportage sul kendo a Roma che ho preparato per la fantastica rivista di fotogiornalismo Witness Journal e che sono piaciute anche a loro.
 
Perdonate il momento di autocelebrazione ma, in fondo, qui è come parlare allo specchio...quindi va bene, no? :-)
 
Antonio
 
PS il reportage è visibile sia in homepage di Repubblica.it (in Fotoracconti) o direttamente cliccando QUI. Oppure, dal pomeriggio, su Witness Journal (che in ogni caso, vi invito a leggere, perchè è davvero una bella rivista).
 
men
June 07

un piccolo video (una volta tanto)

Questa volta niente foto.
Abbiamo, finalmente, qualche minuto di video del viaggio in Madagascar e di tutti quei meravigliosi piccoli angeli neri.

l'ho pubblicato su Internet Geographic (anche se lì non ci va mai nessuno....) oppure lo potete vedere direttamente cliccando qui.

Bene, pubblicità terminata.
:-)
buon fine settimana a tutti,
Antonio

I concerti della vita

Le ultime due serate sono state dense di emozioni. Ieri sera la Festa dell'Arma ed il Carosello del Reggimento Carabinieri a cavallo. Una meraviglia....emozionante come sempre.... Ho avuto un passato nell'Arma, ed un presente non troppo distante...Non potevo mancare... Stasera, poi, ho praticamente completato la "lista dei concerti della vita". Penso di avervene già parlato in passato. Ho una serie di concerti che devo assolutamente vedere prima di morire. E con quello di stasera, Mark Knopfler, penso di averla completata (manca ancora qualcosina ma, insomma, il grosso è fatto). Erano i primi anni 80, ragazzino. Andai a trovare mia zia e curiosai tra i suoi dischi. Misi le mani su due LP che, in qualche misura, cambiarono la mia vita. Sweet Baby James del sommo James Taylor e Making Movies dei Dire Straits. Li ascoltai quasi ipnotizzato, lo ricordo come se fosse ieri. Mi bloccai sull'assolo di Tunnel of Love di Knopfler e giurai a me stesso che avrei imparato a suonare la chitarra, anzi, una Fender Stratocaster come la sua...e avrei suonato quell'assolo. Piano piano lo feci e non ho più smesso. Ascoltavo e suonavo, suonavo e riascoltavo, consumavo gli lp "suonandoci sopra" con la mia chitarra (per la gioia dei miei vicini). All'inizio ero un fan sfegatato dei Dire Straits e di Knopfler in particolare. Mi affascinava il suo tocco e la sua particolare tecnica (non suona con il plettro ma con i polpastrelli) e gli amici mi prendevano anche un po' in giro perchè lo facevo sempre vincere nelle liste dei migliori chitarristi ;-) Ed oggi ero lì, al Palalottomatica, insieme a migliaia di altri miei coetanei (ma, sorprendentemente, anche tanti giovanissimi). Sono saltato letteralmente sulla sedia quando ha attaccato Sultains of Swing... Non ha suonato Tunnel of Love ma la chitarra era sempre quella, le dita sempre quelle, la classe sempre quella. Forse anch'io ero sempre quel bambino di 13, 14 anni che rimase ipnotizzato dalla sua musica e che sognava di diventare un chitarrista. Che bella la musica, che bello il miracolo che consente ad un pezzo di legno e qualche filetto di ferro di generare sogni. Antonio
May 31

ricciolandia

pic0036

è inutile, la mia terra - la Puglia - mi mette proprio di buon umore. Questo è ormai chiaro. Al momento siamo in riva al mare, c'è un gran vento, i colori sono splendidi. Un tavolo di legno, pesce e soprattutto ricci appena pescati. Non a caso questa specie di taverna si chiama...Ricciolandia!!!

evviva

 
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